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Arte e integrazione a Mogoro: in municipio i mosaici del progetto "Tottus Impari"


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Paese

Dati Generali
Il paese di Mogoro
Artigianato ed enogastronomia fanno di Mogoro uno dei centri più rinomati della Sardegna. Sorge ai confini delle province di Cagliari e Oristano, su un’altura circondata dalla macchia mediterranea. Molto particolare la Fiera dell’artigianato, che si tiene tra la fine di luglio e i primi di agosto e dove vengono esposti tappeti, arazzi, cassepanche in legno intagliato e sedie impagliate. Da vedere in paese la chiesa del Carmine, risalente al XIV secolo, dove particolari tardoromanici si mescolano con quelli gotici.
Il territorio di Mogoro
Altitudine: 21/230 m
Superficie: 48,94 Kmq
Popolazione: 4779
Maschi: 2414 - Femmine: 2365
Numero di famiglie: 1647
Densità di abitanti: 97,65 per Kmq
Farmacia: via Gramsci, 110 - tel. 0783 991746 / via Gramsci, 72 - tel. 0783 990230
Guardia medica: via Cagliari - tel. 0783 990539
Carabinieri: via Angelo Corsi, 1 - tel. 0783 990857
Polizia Municipale: via Leopardi, 8 - tel. 0783 993000

Storia

BONORCILI o BONORSULI, dipartimento antico del-l’Arborèa in Sardegna, confinante a ponente col mare, a meriggio col Colostrài, a levante con Parte-Montis, a tramontana col Campidano Arborese.

Di questo distretto, o, come prima chimavasi, curatoria, troviamo fatta menzione in varie antiche carte: in un diploma di Pietro d’Arborèa (an. 1230), dove fra gli altri curatori dei dipartimenti notasi quello pure di Bonòrsuli: in un diploma del giudice Comìta de Làcono, nel quale figura fra gli altri anche il curatore di questa regione; ed all’anno 1182 in una carta di Barisone leggesi notato fra gli altri curatori, come teste, il curatore di Bonòrsuli, che depravatamente si scrisse Bonuràculi. Il Fara non ne tiene conto nella sua Corografia, ed è da questo come da altri luoghi evidente, che egli spesso confuse i mandamenti feudali con le antiche curatorie. Quindi il dipartimento conosciuto per lui di Parte-Montis dovrà dividersi in due curatorie, cioè in quella di Parte-Montis, che contenga i paesi a levante e sulla costa dell’Arci; e in quella di Bonòrcili, che comprenda tutta la pianura a ponente dov’era il paese di questo nome, capo-luogo del dipartimento, ed insieme Uras, Terralba, che fu città vescovile, e Zuradìli, popolazione ignota al Fara, presso la strada centrale a 2 miglia da Marrùbio, che si ripopolò verso il 1723. Forse erano ancora popolazioni nelle regioni appellate Pompongias, e Ungròni-Forru, e nello stesso dipartimento era incluso Pavillonis o Pabillonis.

Questo distretto, che per la sua situazione, e per la fertilità avrebbe potuto essere dei più prosperi, fu dei più miseri per una serie di fatali disgrazie. Fu un tempo, quando, cessato il governo dei giudici nazionali, restò esso senza alcuna difesa dai barbareschi, che non infestavano pure il littorale, ma penetrando nelle terre, tutto mettevano a ferro e a fuoco. Cadde allora Terralba, caddero gli altri paesi, e solo sussisteva Uras col suo castello, se Uras ebbe mai un castello, come dice il Fara, e non fu in tale scambiato il grandioso norache, che trovasi a due terzi di miglio a mezzodì del paese sulla strada centrale: costruzione degnisima di attenta osservazione per li tre corpi conici a diametri proporzionatamente decrescenti, li quali si connettono in un sol corpo con alcune particolarità rimarchevoli per la cinta forse ottagona con piccoli coni agli angoli, la quale, oltre il singolar norache che accennai, rinchiude una larga piazza a mezzodì capace di molte centinaja d’uomini, e infine per l’enorme grossezza dei massi onde e questa cinta ed il norache sono costrutti. Pabillonis fu invaso nel 1584, poco giovando alla sfortunata Sardegna le poderose armate, che teneva allora sul mare la Spagna, e nulla o ben poco le arme dei cavalieri di Malta, attenti più alla difesa e protezione della Sicilia, e bassa Italia, che ad altro. I barbareschi circa questi tempi erano assai potenti. Salà Rais, che tanto era nemico di Carlo V quanto ognun sa, non lasciò senza dubbio intatta la Sardegna, come non lasciò Minorca. Terralba in sul declinare di questo secolo giaceva ancora prostrata e coperta d’erba e rovi senza alcun vestigio di magnificenza, fuorchè l’antico tempio cattedrale sacro a s. Pietro.

Tradizioni

Feste e Tradizioni
Feste e Sagre a Mogoro
2° domenica dopo Pasqua: Sant'Antioco - Messa solenne e festeggiamenti civili con spettacoli di intrattenimento
20 Maggio: San Bernardino da Siena, festa del Santo patrono - Riti religiosi con processione accompagnata dalle tradizionali traccas. A seguire festeggiamenti civili con manifestazioni culturali e spettacoli musicali.
16 Luglio: Madonna del Carmine
Luglio/Agosto: Fiera del Tappeto Mogorese
Ultimo week end di Agosto: Santa Maria di Cracaxia - Festa campestre